CREDIAMOCI ANCORA
bollettino di informazione degli italiani residenti in Repubblica Ceca


Comitato della Repubblica Ceca dell'ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI d'ITALIA

Le sedi A.N.P.I. in Italia e nel mondo



25 Aprile 2008 a PRAGA

per il comunicato finale clicca qui


l'intervento di S.E. Fabio Pigliapoco

 

l'intervento del Presidente ANPI in Rep. Ceca Giuseppe Sterpin

 

Jakub Hornacek traduce l'intervento di A. Marinov del Sacrario di Lidice



parte della sala

 

Massimo R. (vicepresidente ANPI in Cechia)

 

L'Ambasciatore Pigliapoco e il Presidente Sterpin

 

parte della sala

 

 

 

 

 

 



Venerdi' 25 Aprile alle ore 18 all'Adria di PRAGA - Narodni trida 40 (metro Mustek)

Il Comitato Ceco dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia



invita a celebrare il
63mo Anniversario della Liberazione

locandina in italiano                           locandina in ceco
( la notizia sul sito Nazionale dell'A.N.P.I. )

( l'articolo su News Italia Press )

( la notizia su News Italia Press )


deliranti affermazioni di dell'utri :
"se vinciamo riscriveremo i libri di storia" (!!)

qui le dichiarazioni di dell'utri



La reazione del Comitato Nazionale dell'A.N.P.I.

L'on. Marcello Dell'Utri ha annunciato che, in caso di vittoria elettorale del Popolo della Liberta', si procedera' alla revisione dei manuali di storia
"perche' condizionati dalla retorica della Resistenza".
Negli stati civili e democratici a scrivere la storia sono i suoi protagonisti e gli studiosi, in piena liberta' e autonomia, non i governi di turno.
Un conto e' la storia, un altro conto e' la propaganda interessata.
La storia dell'Italia contemporanea e' figlia della Resistenza, la Costituzione della Repubblica ne e' il coronamento.
L'esternazione gravissima dell'on. Dell'Utri e'
un motivo ulteriore per vigilare con attenzione e responsabilita' sulla pericolosa deriva di destra estrema
intrapresa dal Popolo della Liberta'.

IL COMITATO NAZIONALE dell'ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI d'ITALIA - Roma, 9 aprile 2008



Riunione degli Aderenti al Comitato Ceco dell'A. N. P. I.

venerdi' 28 marzo, ore 16, all'Internet-Bar Pohoda, via Opletalova 28 - PRAGA hl.n. (Stazione Centrale)

- organizzazione del 25 Aprile;
- consegna tessere annuali.

clicca qui per il Verbale



Riunione annuale degli Aderenti al Comitato Ceco dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

sabato 10 Novembre, ore 10.30, all'Internet-Bar Pohoda, via Opletalova 28 - PRAGA hl.n. (Stazione Centrale)

Giuseppe Sterpin eletto nuovo Presidente



A 87 anni scompare Enzo Biagi
partigiano, grande giornalista e uomo libero


l'articolo de l'Unita'

Enzo Biagi, cronaca di una morte annunciata :
l'articolo di Arcoiris.tv


Comunicato delle Associazioni combattentistiche e partigiane
in occasione del 4 Novembre


Comunicato 4 Novembre


Noi, i nazisti della porta accanto
da "Repubblica del 20 ottobre 2007, di Paolo Berizzi

VARESE - La bambina ha sei anni e il braccio teso nel saluto nazista. I capelli biondi che le accarezzano le spalle, la frangetta, un vestito bianco, il sorriso inconsapevole come se stesse giocando alle belle statuine. In un'altra immagine e in piedi accanto al padre. Riproduce il gesto che le ha insegnato papa', camerata varesotto e nostalgico regimista. Poi ci sono i politici. Gente che ricopre incarichi istituzionali, che siede nei consigli comunali di importanti comuni lombardi. Nelle file di Alleanza Nazionale o del Movimento nazionalsocialista dei lavoratori (la riproduzione del partito nazista di Adolf Hitler, attivo dal 2002, tre seggi tra Nosate e Belgirate alle ultime elezioni amministrative).
Le foto di cui Repubblica e' entrata in possesso li ritraggono a volto scoperto, sprezzanti di fronte all'obiettivo, in pose ardite. La piu' truce e' a meta' tra una parata delle SS e un'istantanea di terroristi Nar. I quattro nazisti, giubbotto e occhiali scuri, uno di fianco all'altro, le mascelle serrate, salutano romanamente. Con una mano. Con l'altra impugnano pistole semiautomatiche. Sono puntate verso il fotografo. Uno la brandisce inclinandola in orizzontale; un altro la tiene appoggiata al petto. Sono nazisti d'Italia. Soldati delle nuova ultradestra del nostro Paese, una galassia che, tra partiti ufficiali, movimenti e sigle minori, conta qualcosa come 15 mila tra iscritti e simpatizzanti. Ben 97 episodi criminali del 2006 sono riconducibili a gruppi neofascisti, quasi il doppio di quelli registrati nel 2005. Un centinaio tra indagati, denunciati e arrestati solo negli ultimi sei mesi di quest'anno, in un'escalation di aggressioni e attentati soprattutto contro immigrati e avversari politici.
I nazi che vi stiamo raccontando abitano nelle provincie di Varese e Milano. E' il nuovo laboratorio degli aspiranti resuscitatori del Terzo Reich. La Procura varesina li ha indagati per istigazione all'odio razziale. Una cinquantina di persone. Non solo e non tanto ragazzotti dai bicipiti gonfi e tatuati. Piuttosto professionisti, 40-50 anni, commercianti, antiquari, gioiellieri, politici noti, ben inseriti nel ricco tessuto sociale brianzolo. Tutti con una passione comune: il culto del Fuhrer e del Ventennio nazifascista. Li vedete immortalati in momenti di vita quotidiana: il giorno del matrimonio e assieme ai figli, in gita in montagna. Impegnati in parate militari nei boschi del varesotto, davanti a svastiche e falo. O al pub, tutti insieme, uniti dal "Sieg Heil!" e dal "Me ne frego!". Di fronte all'immagine di Hitler a grandezza naturale. Avvolti in bandiere con croci celtiche e uncinate e con il simbolo della Repubblica sociale italiana. Sono prodotti di un vento nero e denso che spira sull'Italia democratica del terzo millennio. Un vento che s'introduce nelle pieghe dell'antipolitica, punge le memorie e si insinua, infestandoli, in molti luoghi, e li deposita una crosta sempre piu' spessa. Nelle curve degli stadi e nei consigli comunali. Nei pub di provincia e nelle sezioni dei partiti istituzionali (Fiamma tricolore, Forza Nuova, Fronte Nazionale). Nelle borgate e nei pensatoi della droite ezrapoundiana, lepeniana e franchista. Nei campi hobbit dove si formano i moderni balilla e in quelli rom presi di mira a colpi di molotov.
La galassia nera e in fermento, sempre piu' nostalgica, sempre piu' violenta, sempre piu' sdoganata. In un hotel di Brescia sabato scorso e' nato il Partito fascista repubblicano, fondatore tal Salvatore Macca, gia' combattente della Rsi e presidente emerito della Corte d'appello bresciana. A Sassari hanno varato il collettivo Azione fascista nazionalsocialista. A Latina e' venuta al mondo Rifondazione fascista. E questo per dire solo i battesimi. Poi c'e' tutto il resto: i raduni, i campi d'azione, i pestaggi rivendicati, i pellegrinaggi nei campi di concentramento per farsi ritrarre con l'accendino sotto le immagini delle sinagoghe bruciate (come i nazi-irredentisti altoatesini raccontati da L'Espresso in gita nel lager di Dachau). I negozi che vendono le felpe con il soldato SS che spara da sdraiato e i convegni come quello promosso il 29 settembre a Roma. Titolo: "Il passaggio del testimone - Dalla Rsi ai militanti del terzo millennio".
Ai nazisti piacciono le birrerie. 24 febbraio 1920: nella birreria Hofbrauhaus di Monaco si proclama il manifesto del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori. Un anno dopo la guida del partito viene affidata a Adolf Hitler. 23 aprile 2007: al pub Biergarden di Buguggiate, Varese, si celebra la nascita del Fuhrer. Sono un centinaio a sbronzarsi di birra per festeggiare il compleanno del Capo. Intonano cori contro ebrei e comunisti, decantano la superiorita' della razza ariana sui tavoli di legno del locale di Francesco Checco Lattuada, capogruppo di An a Busto Arsizio. "Si', quella sera c'ero, ma solo perché il locale era mio" (ora e' chiuso), si difende con qualche imbarazzo Lattuada. C'erano anche due suoi colleghi di partito, alla festicciola, Roberto Baggio e Alessandro Stazi, consiglieri aennini rispettivamente a Legnano e Rieti. Quest'ultimo accompagnato da un folto gruppo di camerati saliti dal Lazio. Sono stati tutti denunciati a piede libero, ma restano politicamente in carica....... (continua).....


Sito Del Bucchia Editore

Queste pagine di Didala ci consegnano una storia di quotidiano eroismo e di semplice profondita', restituendoci una vicenda al tempo stesso cosi' originale e cosi' simile rispetto a quelle di tante donne e uomini che nel secolo scorso dovettero come lei affrontare le prove inedite della storia di quegli anni. L'amore, l'evento piu' atteso da ogni giovane, lega subito Didala alle scelte umane e politiche di un coetaneo impegnato nello studio e nell'opposizione al fascismo. Didala sposa Chitto nel pieno della guerra.
La maternita' di Didala coincide con i terribili giorni del settembre del '43: da quel giorno si trova a conciliare le cure per il figlio e la condivisione della scelta partigiana intrapresa da Chitto. Di li' a nemmeno un anno, il sogno di vita di Didala si infrange. Siamo nell'estate del '44, quando raggiunge l'apice lo scempio nazista, mentre si sospira l'avanzata del fronte. Nel corso di una perlustrazione nel territorio di Massarosa, la pattuglia composta da Giancarlo Taddei, Ciro Bertini e Gustavo Rontani e' sorpresa da un gruppo di SS e, assieme a Taddei, Chitto e' trucidato. Era la fine di agosto, il mese segnato dalla strage di Sant'Anna. Didala e' da allora custode della memoria di quegli eventi che hanno strutturato le sue certezze e confermato per sempre i suoi valori. E desta continua ammirazione il suo rinnovato impegno, sempre appassionato e partecipe (dalla prefazione di Stefano Bucciarelli).

Didala Ghirarducci - Partigiana per amore - Marco Del Bucchia Editore - 9 euro


E' scomparso il 27 luglio Giovanni Pesce, Partigiano.
Combattente antifascista in Spagna e Medaglia d'Oro della Resistenza.


A.N.P.I. : gravissima l'aggressione fascista di Roma

Netta presa di posizione dell'ANPI per stigmatizare il grave fatto di cronaca avvenuto il 28 giugno scorso a Roma,alla fine di un concento a Villa Ada.
Oltre un centinaio di attivisti di Forza nuova, gridando slogans aberranti ma soprattutto armati di spranghe e bastoni, hanno fatto irruzione alla fine di un concerto, causando panico, feriti e l'intervento della polizia. Un episodio assolutamente da non sottovalutare, che cerca di riportare ad un clima di altri tempi.

Il comunicato sul sito dell'A.N.P.I. Nazionale




I crimini contro l'umanita' non cadono in prescrizione !

Il Comitato Nazionale dell'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - appreso che l'Ufficio militare di sorveglianza di Roma ha disposto per il criminale nazista Erich Priebke l'autorizzazione ad allontanarsi quotidianamente dall'abitazione in cui sconta agli arresti domiciliari la condanna all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine - intende esprimere pubblicamente il proprio sconcerto per una decisione che rinnova, una volta ancora, il dolore dei familiari delle vittime ed indigna tutti coloro che hanno lottato per la liberta' del nostro Paese, unitamente ai cittadini nei quali e' sempre acceso il ricordo per uno dei crimini piu' odiosi scaturiti dalla barbarie dell'occupazione nazifascista dell'Italia.
La possibilita' di recarsi "tutti i giorni, libero nella persona" negli uffici del suo legale preoccupa, infatti, non tanto per la pericolosita' del Priebke, quanto per l'eventualita' che egli possa nuovamente sottrarsi alla giusta pena cui e' sfuggito per mezzo secolo. Riteniamo che per i crimini commesi contro l'umanita', in assenza di un qualsiasi segno di rimorso e ravvedimento, non possa usarsi clemenza. Neppure l'eta' avanzata puo' giustificare da parte dello Stato un allentamento della sorveglianza o un gesto di indulgenza.
Clemenza, indulgenza e rispetto della dignita' della persona umana : l'ufficiale dell SS ha sempre dimostrato, con fatti e atteggiamenti, che tali sentimenti non trovano dimora nel suo animo. A partire da quel 24 marzo 1944 in cui con matematica ferocia ed accanimento si rese colpevole dell'assassinio a sangue freddo di 335 italiani, uomini e ragazzi, lavoratori ed intellettuali, studenti e militari, cattolici ed ebrei.




Assemblea degli aderenti all'A.N.P.I. - Comitato Rep. Ceca

lunedi' 4 Giugno ore 15.30 a Praga - U STARE POSTY, Opletalova 17 (stazione ferroviaria centrale)


Il viaggio di Achille Berni

Achille Berni nacque a Revere in provincia di Mantova nel 1883, in una famiglia benestante dalle antiche origini (ce ne sono tracce addirittura durante la peste del dodicesimo secolo). Alcuni rami della famiglia Berni continuano naturalmente a vivere in Italia (alcuni di questi imparentati con i Ferrari di Maranello).

Augusta Berni (da nubile Malvezzi) era nata invece, sempre in provincia di Mantova, a Moglia di Sermide, in una nobile famiglia i cui discendenti vivono ancora oggi a Bologna. Si sposarono agli inizi del secolo e fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale i coniugi Berni vissero a Moglia, paese di lei. Ed ebbero tre figli : Danilo, Alda e Idelma.<
Ma la guerra bussava alle porte, ed Achille fu arruolato. Dovette partire, il destino lo porto' fino in Serbia. Lo porto' in Serbia con l'aggravante di avere come suo diretto superiore un suo compaesano, il quale aveva a suo tempo corteggiato Augusta, ma Augusta amava Achille e cosi'.....

Augusta Berni Non resistette a lungo in Serbia, in quella guerra che non sentiva sua. La situazione non era per lui sostenibile. Poco alla volta maturo' in lui la decisione di fuggirne, di disertare, e cosi', insieme ad alcuni suoi commilitoni, alla fine fece. Non passo' molto tempo affinche' in Italia fu dichiarato ufficialmente disertore, il che avrebbe significato per lui, se preso, la pena di morte. Non sono mai riuscito a capire come nonna Augusta riusci' a conoscere il luogo dove si trovava nonno Achille, fuggito dal suo reparto. So soltanto che riusci' a cuocere una pagnotta, con dentro un pezzo di guanto dentro al quale aveva nascosto una lettera che lo informava del pericolo di un eventuale ritorno.

Decisero di andare il piu' lontano possibile dai territori interessati dal conflitto : a piedi (!!), ma non tutti, dopo mesi e mesi di cammino riuscirono ad arrivare a Terezin, oltre Praga, nella localita' che nel corso della seconda guerra mondiale sarebbe diventata tristemente famosa per la presenza di un lager nazista. Da poco arrivati a Terezin, li raggiunse la notizia che la guerra era finita. Ma Achille sapeva di non poter comunque far ritorno a casa. Cerco' anche di spostarsi in Svizzera, ma venne a sapere che comunque attraverso quello stato sarebbe stato impossibile rimpatriare.
Una serie di coincidenze volle che nella vicina Roudnice, una piccola citta' sull'Elba, una Cooperativa agricola comincio' a cercare lavoranti nei villaggi la' intorno. Direttore della Cooperativa era una centro Wolfrum, la cui moglie, discendente della nobile famiglia Brod, parlava abbastanza bene l'italiano. Con quella famiglia mio nonno si confido', lo fecero assumere nella Cooperativa. Non solo : lei fece di tutto, ed alla fine ci riusci', affinche' mia nonna Augusta, con gli zii Danila, Aldo ed Idelma riuscissero a raggiungere, dopo sette anni di lontananza, il capofamiglia. E qui in Cecoslovacchia, l'anno successivo, nacque la loro quarta figlia, mia madre Tea.

Naturalmente mio nonno provo' anche a fare dei tentativi, attraverso l'assistenza di un legale in Italia, per ritornare nel proprio Paese. L'avvocato gli fece capire chiaramente che il regime non gradiva, per immagine, la presenza di uomini "deboli" (cosi' venivano reputati i disertori), e che con ogni probabilita' un suo ritorno a casa avrebbe significato un lungo periodo di detenzione. Questo, se aggiunto al fatto che comunque mio nonno non era in grado di permettersi una lunga assistenza legale, lo portarono a prendere la decisione di rimanere in Cecoslovacchia.
Non tutto filo' comunque liscio, ci furono dei periodi di crisi economica anche profonda per la Cooperativa. Mio nonno, come straniero, sarebbe stato tra i primi ad essere licenziato. Ma, sempre grazie alla famiglia del direttore della stessa, chiese ed ottenne la cittadinanza cecoslovacca, e questo fece si' che potesse ottenere un "contratto di ferro". Quel contratto di lavoro garanti' a lui stabilita' sul lavoro fino al 1951, anno' in cui pote' andare in pensione.<

Tea Berni Avevo gia' detto che mia madre nacque mesi dopo il ricongiungimento dei suoi genitori. Lei, dopo la scuola dell'obbligo', riusci' ad essere ammessa alla scuola superiore, che frequento' per pochi anni, finche' l'invasione nazista, per decreto, chiuse tutte le scuole......

Dopo la guerra mi amadre, che nel frattempo aveva conosciuto mio padre e si erano sposati, lavoro' insieme a lui in un negozio di parrucchiere. Poi, all'inizio degli anni '50, divento' responsabile degli approvigionamenti nella Cooperativa di Stato Agrostroj, sempre a Roudnice.
Nel 1966 decise di andare a conoscere, dopo cosi' tanti anni, i suoi parenti in Italia. Riusci' ad ottenere il permesso, allora necessario, per visitare uno Stato capitalista. E riusci' a trovarli, nei paesi di origine dei suoi genitori. I rapporti con i loro discendenti continuano anche oggi, a distanza di tanti anni, tra me e loro.

Cosa aggiungere ? Qualcosa sui miei zii. Danilo studio' come pietrista, e dopo la seconda guerra mondiale mise su una ditta tutta sua, a Terezin. Quella ditta partecipo' alla costruzione del Sacrario che sorse al posto del famigerato campo di concentramento.
Aldo studio' invece come ramista, ed esercito' questo mestiere fino alla pensione. Idelma invece, dopo essersi sposata, si occupo' dei lavori domestici.

Miroslav Strupl con sua moglie Tornando ai miei nonni, una volta raggiunta l'eta' della pensione si trasferirono nella casa dove ancora oggi viviamo, e li' vissero fino alla loro dipartita. Ed e' questa casa che e' rimasta piena di ricordi della loro odissea; ed e' solo grazie a questi ricordi che credo di poter essere l'unico discendente, oggi, a poter raccontare tutto questo.

Per concludere, mi sento di dire che ho in me l'intima convinzione del dovere di trasmettere questa memoria, in ogni modo ed in ogni occasione, anche se spesso neanche so a chi.
Credo di dover fare tutto questo per mio nonno, nella convinzione che egli sia stato una persona nobile, di grande fede e senso di giustizia. Percio' ho raccontato tutto questo. Sono certo che Achille Berni sia creditore di rispetto e del riconoscimento della dignita' delle sue scelte, prima fra tutte quella contro le guerre. Una soddisfazione, anche se magra, almeno morale..... alla memoria.

Miroslav Strupl, Roudnice nad Labem


Cio' che resta

La poesia sul lungo esodo

La domanda di grazia

La tomba della famiglia Berni

Poesia sul lungo esodo

Domanda di grazia

La tomba della famiglia Berni

 

Poesia sul lungo esodo (.doc)

Domanda di grazia (.doc)




Il 25 Aprile oltre 80 italiani si sono ritrovati all'Istituto Italiano di Cultura :
finalmente si e' celebrato il 25 Aprile in Repubblica Ceca !

Organizzato dal Comitato Ceco A.N.P.I., dall'Ambasciata Italiana a Praga e dall' Istituto Italiano di Cultura, si e' celebrato, nella sede di quest'ultimo a Praga in via Šporkova 14, il 62.mo anniversario della Liberazione.

Gli intervenuti hanno potuto visitare una mostra, donata dall'A.N.P.I. Nazionale all'Istituto, assistere alla proiezione di due documentari sulla Resistenza in Italia ed in Europa, radunarsi in conversazione e commenti intorno ad un rinfresco.

Dopo la presentazione dell'evento, preparato in collaborazione con la Direttrice dell'Istituto dott.ssa Luciana Rocca e presentato dal Segretario dell'A.N.P.I. in Repubblica Ceca Massimo Recchioni, Ulrico Bovo, sempre del Comitato Ceco A.N.P.I., ha portato i calorosi saluti inviati da Tino Casali, Presidente Nazionale dell'Associazione Italiana Partigiani d'Italia, Famiano Crucianelli, Viceministro degli Esteri con delega per i Paesi Europei, ed Armando Cossutta, Senatore e Partigiano nelle "Brigate Garibaldi".

Si e' posto l'accento sulla necessita' di salvaguardare i sempre attuali valori della Resistenza che portarono alla nascita dello Stato democratico e che sono sanciti dalla Costituzione, contrastando e denunciando ogni tentativo di "revisionismo" storico tendente ad offuscare e mescolare le responsabilita' di quanto avvenne, che invece furono, sono e rimarranno in modo netto, degli oppressori fascisti e degli invasori.

L'augurio di tutti e', inoltre, che si tratti solo del primo di una lunga serie di eventi di questo tipo.


L'invito


              


                            


Comunicato dell'A.N.P.I Nazionale sulle recenti celebrazioni del "Giorno della Memoria"

Scarica il documento :

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Il Comitato Ceco A.N.P.I. incontra S.E. Fabio Pigliapoco, nuovo Ambasciatore a Praga :
sara' celebrata in Repubblica Ceca la ricorrenza del 25 Aprile

Giovedi' 1 febbraio alle ore 13, nella sede dell'Ambasciata Italiana, in via Nerudova 20 a Praga, una delegazione dell'A.N.P.I. della Repubblica Ceca ha avuto un incontro conoscitivo con il nuovo Ambasciatore, S. E. Fabio Pigliapoco.

Nell'incontro, molto cordiale, e' stata presentata all'Ambasciatore la proposta di celebrare, per la prima volta all'estero, la ricorrenza del 25 Aprile, data che rappresenta la nascita della democrazia nel nostro Paese.

L'Ambasciatore si e' mostrato estremamente sensibile su questo tema e disponibile alla realizzazione di un evento in una sede istituzionale. Si e' detto inoltre certo che l'intera nostra comunita' non potra' non condividere la riaffermazione degli alti ideali di giustizia e liberta', alla base della nostra Costituzione, che questa ricorrenza rappresenta nella storia del nostro popolo.

Eguali gentilezza, sensibilita' e disponibilita' sono state dimostrate dalla dott.ssa Luciana Rocca, direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura, dove si svolgera' l'evento celebrativo.

Le origini anconetane del nuovo Ambasciatore


27 Gennaio - Giorno della Memoria : appello di Tino Casali, Presidente dell'A.N.P.I.

Dal 2001 il 27 gennaio e' il giorno dedicato al ricordo dei delitti del nazifascismo, dello sterminio del popolo ebraico e della deportazione di partigiani, militari e lavoratori italiani nei campi di prigionia e di annientamento.

Le Associazioni della Resistenza, i Comitati Antifascisti, le Comunita' Ebraiche, i Figli della Shoah, e tutte le istituzioni democratiche rivolgono, in particolar modo alle giovani generazioni, l'invito a partecipare con chiara coscienza alle iniziative promosse in tutta Italia per non dimenticare quei tragici fatti: momenti di analisi, riflessione e approfondimento quanto mai necessari in una fase storica come quella attuale, in cui i conflitti armati insanguinano ancora molte parti del mondo.

Le forze democratiche antifasciste chiamano ancora una volta a raccolta i cittadini italiani per manifestare il loro alto senso di civilta', contro l'odio sociale, religioso, politico e razziale, contro il terrorismo e la violenza, contro tutte le guerre.

Intendiamo riaffermare la nostra voglia di Pace e diffondere un preciso messaggio per la concordia universale. E' fondamentale per ogni uomo e per qualsiasi comunita' promuovere e difendere l'armonia sociale: al fine di rendere impossibile, dopo quei terrificanti anni di distruzione, che si possa ripetere nella storia d'Europa e del mondo l'esperienza di allora, colma di tragedie e disperazione.

Occorre infondere, sempre e continuamente, fiducia e speranza al mondo che verra', ai nostri figli, alle nuove generazioni.

Cordialmente,

Il Presidente  Tino Casali


Riunione degli aderenti all'A.N.P.I. - Comitato Rep. Ceca

sabato 16 Dicembre ore 10 U STARE POSTY - Opletalova 17 - Praga stazione centrale (Hl.n.)


All'ordine del giorno :

1 - Attivita' per i prossimi mesi ;

2 - Varie ed eventuali.


Le mie montagne

Giorgio Bocca :      Le mie montagne     Ed. Feltrinelli



Nel giugno del 1940 l'esercito italiano attacca la Francia sul confine alpino: i francesi sono gia' prostrati dalla disfatta appena subita a opera dei tedeschi, ma i fanti italiani avanzano con enorme fatica e l'equipaggiamento inadatto miete piu vittime, per assideramento, delle pallottole nemiche. "Alla prova della montagna il fascismo era gia' finito," scrive Bocca.
Dai maestri piemontesi dell'antifascismo - i Gobetti, i Galimberti, gli Einaudi, i Bianco - al rapporto con i valligiani nella Guerra di Liberazione, dalla provincia eterna che produce buoni alimenti ma e' politicamente sempre rivolta al passato, fino alle montagne amatissime in cui ha passato la sua giovinezza di forte sciatore e che sono ora anch'esse vittime dell'industrializzazione, trasformate in palestre meccanizzate per il tempo libero.

Uomini ex

Giuseppe Fiori :       Uomini ex                  Ed. Einaudi

Sul finire degli anni '40, 466 partigiani comunisti italiani, di cui la maggior parte del triangolo rosso emiliano, per sfuggire al carcere cui erano stati condannati dalla giustizia italiana, espatriarono in Cecoslovacchia.   Si lasciarono alle spalle anni di lotta ed episodi mai chiariti di cui ancora oggi si discute con fatica e dolore.   Molti di essi, sollecitati da Fiori, hanno accettato di raccontare per la prima volta i drammi di cui furono protagonisti prima nell'Italia liberata, poi nella Cecoslovacchia comunista, fino all'invasione russa del '68.
Fiori riannoda i loro alterni e drammatici destini di partigiani, le esperienze di lavoro, i rapporti tormentati con il socialismo reale e riporta tutto in chiave narrativa, restituendo alla nostra memoria vite dimenticate dai Partiti e dalla storia.  Per questi motivi il romanzo di Fiori costituisce, tra le altre cose, una testimonianza documentaria fondamentale.


Oggi in Italia

Radio Praga - "Oggi in Italia"


bandiera sito ANPI


A R C H I V I O   A.N.P.I. :


2006 09 27 - Intervista al Presidente  dott.ssa  Nicla Mazzoni

2006 08 23 - Comunicato di Costituzione del Comitato Ceco

Presidente :                    Giuseppe Sterpin

Vice Presidente :           Massimo Recchioni


(dalla Costituzione del Comitato al 10 novembre 2007 la carica di Presidente era stata ricoperta da
Nicla Mazzoni, quelle di vice Presidente da Giorgio Cadorini e Fabio Petracchi.)


Contattare per tesseramento ed informazioni l'indirizzo di posta elettronica   anpi-cz @ tiscali.cz
Consultare anche la pagina :

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

Festa dei Lavoratori        Quarto Stato

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